Il deserto di Atacama: se potessimo vedere sotto terra tanto quanto vediamo limpido il cielo

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Il deserto di Atacama si trova a Nord del Cile ed è il deserto più asciutto al mondo, la sua piovosità è di 0.08 mm annui, pochissimo e pensate che nel 1971 la pioggia ritornò dopo 400 anni di assenza, inoltre è 50 volte più arido della famosissima Death Valley in California.

_dsc0296-2Insomma grazie alla sua aridità, alla sua altitudine, alla sua assenza di umidità e alla sua vicinanza all’equatore è il luogo più adatto per ammirare il cielo 😀

In questo luogo unico al mondo c’è il radiotelescopio più importante della terra, composto da 66 antenne, con il quale gli studiosi possono osservare briciole di luce nell’universo freddo che potrebbero combaciare con la nascita di una stella o di una galassia, insomma qui risiedono le migliori tecnologie per studiare la nostra origine e altre cose di cui non ci capisco nulla 😉

Nonostante ciò, non esiste nulla di tale potenza che consenta di guardare sotto terra !

E vi chiederete “Perchè mai dovremmo guardare quello che nasconde la terra?!?”

La risposta è nei volti di quelle povere madri che cercano ancora oggi senza sosta qualche resto dei loro amati figli, fatti sparire dal dittatore Augusto Pinochet dal 1973 fino a fine dittatura, queste donne tormentate dai fantasmi cercano tra la terra secca e qualche masso i resti dei loro cari scomparsi per dare a loro una degna sepoltura, per chiudere un capitolo mai chiuso dalla storia, ma solo archiviato.

Se proviamo a immaginare la loro disperata ricerca potremmo comprendere anche solo minimamente il perché del loro tormento.

38.000 sono i desaparecidos in Cile.

Ho visto il cielo del deserto di Atacama con i miei occhi e sotto quel tetto stellato, nel cuore di una quebrada di cactus ho dormito per la prima volta con la vera oscurità della notte, eravamo accampati in una tenda e cucinavamo con un fornellino la solita zuppa da viaggio, riso patate e cipolle.

Ho un bellissimo ricordo, è stata un’esperienza incredibile e sempre per la prima volta nella mia vita ho visto una decente via lattea, un luminoso Marte e la  bellissima Cruz del Sur, è stato magico e semplicemente indimenticabile.

Ma allo stesso tempo terrificante.

Se spostassimo lo sguardo dal cielo alla terra potremmo trovare tanti resti umani tante quante sono le stelle nel cielo.

E purtroppo non è facile trovare i resti.

Pinochet fece sequestrare, mutilare, seviziare e sparire tutti coloro che avevano o che secondo lui potevano avere un’idea differente dalla sua, molte volte le vittime venivano messe in veri campi di concentramento, di prigionia dal quale non uscivano più se non per fare i famosi “voli della morte”, questi sequestri avvenivano di notte e senza testimoni, in questo modo le operazioni rimanevano segrete e per questo le persone venivano considerate scomparse. Molti campi di prigionia erano nel deserto di Atacama e perciò molti resti si trovano proprio qui, in questa arida terra.

Quindi sarebbe bello vedere la terra limpida tanto quanto il cielo, così queste madri, queste sorelle potrebbero trovare un po’ di pace.

Questo pensiero è spiegato bene in un documentario che consiglio di vedere, sto parlando della ” Nostalgia de la luz” girato nel 2010 da Patricio Guzman.

Ho scritto questo Post per comprendere la doppia faccia del deserto di Atacama, perché qui non ci sono solo le stelle più belle del mondo, ma anche delle persone che rischiano di essere dimenticate.

Concluderò il Post con una canzone di un famoso cantante, poeta cileno, che purtroppo finì vittima della dittatura:

Somos cinco mil aquí
en esta pequeña parte la ciudad.
Somos cinco mil.
¿Cuántos somos en total
en las ciudades y en todo el país?
Sólo aquí,
diez mil manos que siembran
y hacen andar las fábricas.
Cuánta humanidad
con hambre, frío, pánico, dolor,
presión moral, terror y locura.

Seis de los nuestros se perdieron
en el espacio de las estrellas.
Uno muerto, un golpeado como jamás creí
se podría golpear a un ser humano.
Los otros cuatro quisieron quitarse
todos los temores,
uno saltando al vacío,
otro golpeándose la cabeza contra un muro
pero todos con la mirada fija en la muerte.
¡Qué espanto produce el rostro del fascismo!
Llevan a cabo sus planes con precisión artera
sin importarles nada.
La sangre para ellos son medallas.
La matanza es un acto de heroísmo.
¿Es este el mundo que creaste, Dios mío?
¿Para esto tus siete días de asombro y de trabajo?
En estas cuatro murallas sólo existe un número
que no progresa.
Que lentamente querrá más la muerte.

Pero de pronto me golpea la consciencia
y veo esta marea sin latido
y veo el pulso de las máquinas
y los militares mostrando su rostro de matrona
llena de dulzura.
¿Y México, Cuba y el mundo?
¡Qué griten esta ignominia!
Somos diez mil manos
menos que no producen.
¿Cuántos somos en toda la patria?
La sangre del compañero Presidente
golpea más fuerte que bombas y metrallas.
Así golpeará nuestro puño nuevamente.

Canto, qué mal me sabes
cuando tengo que cantar espanto.
Espanto como el que vivo
como el que muero, espanto.
De verme entre tantos y tantos
momentos de infinito
en que el silencio y el grito
son las metas de este canto.
Lo que veo nunca vi.
Lo que he sentido y lo que siento
harán brotar el momento…

Victor Jara – Estadio Chile

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2 risposte a "Il deserto di Atacama: se potessimo vedere sotto terra tanto quanto vediamo limpido il cielo"

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