Bolivia : il mio itinerario & i miei pensieri

La compagnia è quello che conta e se devo essere sincera non mi è mai andata così bene, eravamo tutti latini, chi dell’Europa e chi dell’America e stavamo sulla stessa lunghezza d’onda, così è cominciato il viaggio per la Bolivia, con amici e un tour di 3 giorni da San Pedro de Atacama (Cile) a Uyuni (Bolivia).
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Info pratiche
Frontiera : per noi italiani non occorre il visto, ma se siamo stati in qualche paese a rischio febbre gialla o siamo diretti nella selva Boliviana dobbiamo presentare il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla (si fa in Italia all’ASL).

Costo e descrizione del tour : con agenzia Atacama Roots 110 euro = 2notti (1notte in un albergo fatto con mattoni di sale)/3giorni – tutti pasti inclusi (anche veg) – tutti gli spostamenti con un Toyota Land cruiser super comodo.

Perché ho fatto questo tour?
Il modo migliore per visitare la parte Sud della Bolivia è proprio questo, non è facile avventurarsi da soli in queste terre prive di acque potabili, con venti forti e temperature basse, non ci sono strade ma solo tracce sulla terra e anche il servizio pubblico non esiste, l’unico modo è quello di noleggiare un 4X4 ma bisogna esser esperti nella guida in fuori strada, perciò mi sono detta perché no?

Itinerario

Il tour ha toccato luoghi incredibili :
Laguna verde
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Terme a 47 gradi a 4000 metri s.l.m.
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Laguna colorata
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Geyser
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Cimitero dei treni
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Salar de Uyuni (il più grande al mondo)
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(La guida spiegava, guidava e preparava da mangiare insomma un lavoro molto stancante che noi cercavamo di rendere più leggero aiutandolo in qualsiasi modo. Il ragazzo in questione è Rojer, 25 anni boliviano con una dolcezza infinita, senza di lui non sarebbe stata la stessa cosa!)

Arrivati ad Uyuni ci siamo concessi una cerveza e con il magone ci siamo divisi, io, Andrea e Joel abbiamo preso un bus per La Paz e gli altri per Potosi.

La Paz, il luogo più caotico della Bolivia, è tutta un sali e scendi e negozi di artigianato, il 90 % vende la stessa roba e contrattare è d’obbligo 😉 È una città che si sveglia tardi infatti solo alle 11 di mattina tutte le botteghe aprono e le strade prendono vita.
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Mi è piaciuta molto e i posti che consiglio sono il mercado del sabato con frutti che non avrete mai sentito nominare e il mercado fisso tra il centro e la stazione dei bus dove fanno colazioni e pranzi senza paragoni.

A colazione tutte le postazioni servono empanadas y api (succo caldo di mais) mentre a pranzo elaborano dei sandwich ricchi di avocado e succhi di frutta.

Lasciare La Paz non è stato facile però il tempo scorre e mancano due settimane al ritorno perciò con Joel ci siamo diretti qui, alla isla del Sol nel lago Titicaca, da dove ora sto scrivendo.
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Un lago così grande da non vedere la fine, un’acqua così limpida da sembrare un mare e persone così gentili da dimenticarsi la fretta dalla capitale, qui tutto scorre al ritmo delle onde sulla spiaggia, è un luogo magico dove spendere qualche giorno per riposare e cominciare a tirare i fili di questo viaggio indimenticabile.
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Stiamo alloggiando sopra una collina in una delle stanze di don Alfonso (20 bolivianos- 3 euro), oltre la vista mozzafiato c’è una cucina che non va a gas ma a legna e non solo è comodissima ma il cibo ha tutto un altro sapore cucinato sulle fiamme vivef  😉 l’unica cosa strana è la presenza attorno al forno di una ventina di cavie peruviane che purtroppo in un evento importante faranno una brutta fine. Per arrivare qui basta prendere una barca da Copacabana e in due ore si è a destinazione, non ci sono macchine, non esistono supermercati, di asfalto non vi è l’ombra e le donne passeggiano orgogliose con le loro trecce sono super addobbate.

Si respira la Bolivia e per questo prolungheremo la permanenza di due notti.

Pensieri
Però oggi Joel è partito, ha preso la barca e ha lasciato il porticciolo portandosi via un pezzo di noi, con lui abbiamo condiviso tanto, dalle zuppe nel deserto del Cile ai sui magnifici acquarelli, è la tranquillità fatta a persona e creava un ottimo equilibrio, ci mancherà davvero ma a settembre ci ritroveremo in India per un nuovo viaggio, questo mi consola.

Lo abbiamo salutato dalla collina e abbiamo aspettato che la barca prendesse il largo.

Viaggiare per condividere e conoscere

Mi sento viva, sono su un’isola del lago Titicaca e non è il tempo che mi muove ma sono io che mi muovo con il tempo, mi lascio portare dalla corrente e quello che ci sarà dopo si vedrà, non m’importa del dopo per me conta solo questo inaspettato presente.
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