Le tre cime di Lavaredo – simbolo delle Dolomiti

12063407_919730721429305_7825000873857751227_nIl giro delle tre cime di Lavaredo è uno dei trekking più belli al mondo, è semplice e con poco dislivello perciò adatto a tutti, ci si impiega 4 ore con andamento normale. Bisogna arrivare al lago di Misurina e poi prendere la strada a pagamento (24 euro per le auto) con vista panoramica fino alla base del primo rifugio del sentiero, ovvero il rifugio Auronzo a quota 2330 m, da lì è possibile lasciare la macchina e incamminarsi verso il rifugio e seguire il sentiero ben segnalato, quasi tutti fanno il giro antiorario e anch’io lo consiglio. Dopo trenta minuti si arriva al rifugio Lavaredo e continuando tra un leggera salita e una lunga discesa si giunge al rifugio Locatelli, il cibo che troverete qui è buonissimo, io ho mangiato un’ottima polenta accompagnata con crauti e minestrone e ne sono rimasta estasiata. 12046933_919739391428438_4997322916811358557_nDopo essersi rifocillati si continua per completare l’anello attorno le tre cime, si scende seguendo la segnaletica e poi si sale su un sentiero ripido per qualche metro e infine si continua in mezzo ad un panorama lunare tipico delle dolomiti, fino a raggiungere un prato pieno di pietre. 12063799_10207733404717745_5837073747333049516_nLe pietre vengono accatastate l’una sopra l’altra formando un ometto, definiti con questo nome per la loro forma simile a quella di un piccolo uomo, solitamente si usano per indicare sentieri difficoltosi o per i punti culminanti delle montagne, comunque vedere centinaia di questi ometti tutti insieme in uno spazio così ristretto è davvero molto suggestivo e dopo una decina di minuti si ritorna al parcheggio.

Siccome da casa mia al lago di Misurina ci sono circa 5 ore di macchina ho preferito trovare come punto d’appoggio il campeggio Sarathei sulla sponda del lago di Santa Croce in provincia di Belluno, dal quale si può raggiungere il parcheggio del rifugio in soli due orette, avrei potuto scegliere un hotel più vicino ma la mia voglia wild non me lo consente, mi piace arrangiarmi anche se questo significa prendere un po’ di freddo 😉

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La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo.
Walter Bonatti
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