Un’esperienza nell’ Ḥammām marocchino di Chefchaouen

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Chefchaouen, chiamata anche amichevolmente Chef, è una località a Nord del Marocco, per raggiungerla bastano 4 ore di bus da Fez e qualche minuto in meno da Tangeri. E’ un paese vicinissimo al Rif, una zona montuosa abitata dai Berberi, ovvero gli autoctoni abitanti del Nord Africa.

Nella piazza Ḥammām sorge un tipico hammām marocchino, esternamente le mura sono ricoperte dall’azzurro tipico della cittadina e internamente è tutto men che meno quello che ci si aspetta dall’apparenza. Il posto è gestito da uomini al mattino e alla sera dopo le 20.00 mentre al pomeriggio da donne, questo per dare la possibilità sia a uomini che donne di usufruire dell’ hammām senza condividerlo intimamente con l’altro sesso.

Perciò munita di guanto (per lo scrub) e ciabatte, entrai per qualche ora di relax. Quel pomeriggio feci di tutto tranne che rilassarmi, venni accolta da un’anziana scorbutica che mi indicò un’altra donna vestita solo con le sue enormi mutante. Lì, capii che ero nelle mani di questa donna, infatti mi fece entrare nell’hammām e mi riempì il pocket d’acqua, mi diede un sapone e cominciai a lavarmi, dopo una decina di minuti mi chiamò come se stesse chiamando un cane e mi fece sedere tra le sue enormi cosce, gli diedi la schiena e cominciò a strofinarmi il guanto dello scrub su tutto il corpo, inutile dire quanta pelle morta mi cadde dal corpo non essendo abituata a scrostarmi come se fossi una padella. Lo sguardo della donna era costernato, penso che nella sua testa balenava il pensiero di come potesse essere così sporca un occidentale ma cercai di non vergognarmi. Tutto questo lo fece in mezzo ad una decida di donne marocchine che si strofinavano a vicenda, la stanza era tanto sporca quanto caratteristica, palle di capelli si facevano strada tra i miei piedi mentre venivo massaggiata sempre dalla stessa donna a cui ero stata assegnata, non si vedeva un occidentale neanche a pagare, per questo trovai questa esperienza meravigliosa perchè era un posto loro e io ero solo un’eccezione.

Donne, che in piazza erano coperte, dentro a quel bagno erano nude, avevo condiviso con loro un momento intimo, un momento in cui i loro corpi potevano essere mostrati. Osservai molto quel pomeriggio e imparai altrettanto.

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