Il rientro in pianura

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Il rientro in pianura è stato traumatico, dopo tutto questo tempo in montagna abituarsi all’aria pesante sarà difficile. Appena scesi dalle colline emiliane siamo tornati con i piedi per terra, mancavano ancora 150 km a casa ma sembrava di essere già arrivati, il traffico e il frastuono ci hanno subito riportato alla triste realtà: abitiamo in una delle zone più piatte d’Italia. Prima almeno avevamo la certezza di abitare in uno degli ultimi polmoni verdi della provincia milanese ma ora che hanno deciso di asfaltare anche qui, ci ritroviamo privi di felicità nel rivedere le nostre campagne. Viviamo del resto in Italia e per quanto uno possa impegnarsi per vedere i tesori nascosti di questo territorio rimane comunque deluso da questi autoctoni che pensano sia meglio distruggere aree umide e interi paesaggi naturali pur di fare meno coda nel tragitto verso il posto di lavoro, invece che suggerire una soluzione eco-sostenibile. Perciò senza aver sorvolato su questo fatto che peggiorera’ la nostra aria ancora di più di quello che è, #SLOWROAD finisce qui, in un territorio che non conosce più il significato della parola slow, sì perché in Lombardia tutto è fast e l’importante è non viversi il momento.

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