La strada lungo gli Appennini

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Quando gli studi in geografia ti raccontano che è una catena montuosa che attraversa l’Italia da Nord a Sud, studi la sua morfologia, la sua fauna e alcune volte la flora ma nessuno ti spiega la maestosità di queste vette e la ricchezza dei suoi boschi colmi di sentieri da percorrere, invogliandoti un giorno ad andarci per scoprire il tuo paese, le informazioni rimangono come nozioni in uno schema da ripetere per poi dimenticare dopo l’interrogazione, invece gli appennini sono luoghi di vita dove la biodiversità è da cogliere con i propri occhi perché solo così si possono conoscere davvero i luoghi VEDENDOLI.  Perciò dopo questa personalissima riflessione mi sento di dire che il tragitto più bello da percorre è stato proprio quello lungo tutto gli appennini dal parco nazionale della Majella passando per il parco nazionale del Gran Sasso e dei monti della Laga e anche per quello dei Sibillini fino al parco del Sasso Simone e del Simoncello.

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Territori boscosi, folti di vegetazione sono stati lo sfondo di questi due giorni di moto. Abbiamo trascorso una media di nove ore di moto al giorno per contrastare il maltempo che dal nord cominciava a spostarsi verso il centro Italia, in questo modo anzi che passare tre giorni in tenda a causa della pioggia ne passeremo solo uno.  Stiamo campeggiando presso il campeggio Paradiso di Carpegna, nota meta per i ciclisti,  infatti la salita fino al monte Carpegna alto più o meno 1450 metri è stata la strada su cui Marco Pantani ha preparato numerose sue vittorie oltre ad essere una tappa del Giro d’Italia con una pendenza media del 12% con picchi fino al 18%. Insomma una strada impervia che abbiamo trovato chiusa per frana ma che per fortuna siamo riusciti a percorrere almeno fino a 1000 s.l.m. Lungo tutta la strada si trovano scritte in memoria del pirata. Una delle più frequenti è quella che dice ” è sul Carpegna che ho preparato tante mie vittore … il Carpegna mi basta” infatti lui in un’intervista spiega che non ha mai avuto bisogno di allenarsi sulle salite più difficili del mondo ma che gli bastavano quelle vicino a casa e neanche di borracce necessitava infatti si abbeverava in quattro fontane e una di queste era sul Carpegna. Abbiamo passato la mattina su questa strada assaporando un pezzo di storia ed ora eccoci qua nella vallata marchigiana che alla sua sinistra ha la Toscana e di fronte l’Emilia, ovvero la prossima tappa di #SLOWROAD.
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