Abruzzo: il parco della Majella e suoi molesti cinghiali

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La tenda sembra aver superato la prova pioggia. Il giorno prima della partenza ha pensato bene di piovere 18 ore senza sosta procurandoci del ritardo nella mattina seguente per asciugare tutta l’attrezzatura. Partenza: ore 11. All’altezza di Vasto abbiamo preso un po’di pioggia ma è bastato voltare le spalle alla costa e dirigerci nell’entroterra per trovare il sole. Direzione: Caramanico terme. Questo paese oltre ad essere famoso per ovvi motivi lo è anche per essere situato nel parco nazionale della Majella. Un parco abruzzese che ospita i lupi degli appennini e gli orsi marsicani. Giunti a destinazione troviamo da dormire in un agri-campeggio nella frazione di San Nicolao per 10 euro a notte, la soluzione più economica fin ora trovata.  Dopo aver montato la tenda ci affrettiamo a cucinare della pasta con pomodorino fresco, nel momento del primo boccone Andrea mi sussurra “apri la tenda… apri la tenda. .. ti ho detto di aprire la tenda” allora tutta spaventata mi decido e apro quella benedetta tenda e in un attimo portiamo dentro tutte le riserve di cibo.

Ci trovammo accerchiati da un branco di cinghiali che scavavano e sbuffavano attorno alla tenda, per fortuna un signore solitario che riposava nella tenda di fronte uscì e li mando via. Ma non bastò quell’uomo temerario, infatti quei maiali pelosi tornarono poco dopo e dopo essermi abituata ai loro versi riuscii perfino a prendere sonno.

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Arriva l’alba, il sole sbuca tra la vetta del monte Amaro e quella del monte Falcone, alti quasi 3000 metri e finalmente la tenda riacquista un po’ di calore, facciamo colazione in compagnia del cane-pecora del campeggio e via verso il punto informazioni per sapere quali sentieri percorrere.  Il pomeriggio partiamo con la moto scarica di bagagli e arriviamo al passo di san Leonardo, sostiamo un’ora, il tempo di gustarsi un buon rooibos e poi via si riparte alla volta della riserva naturale di Lama bianca. Percorriamo un lungo faggeto con strade totalmente dissestate ma l’Africa come se nulla fosse, sfreccia ammortizzando tutte le buche. Alla vista di un sentiero lungo 800 metri parcheggiamo e ci avviamo al suo interno per abbeverarci ad una fonte fresca su consiglio di un signore che sembrava saperne sulla zona. Al suo interno troviamo un bivacco nel quale due ragazzi tagliavano della legna in previsione della fredda notte e incuriositi dalla struttura ci avviciniamo.image I due ragazzi erano di Pescara e passavano lì la notte in compagnia del vino che subito ci hanno offerto e dopo mezz’oretta di chiacchierare li abbiamo lasciati con dispiacere salutati spiegando loro che se non ci fossimo dati una mossa avremmo trovato i cinghiali all’entrata del campeggio. Un piatto di pasta al volo e subito in branda prima che il buio cali su tutta la valle.

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