I Balcani:l’Occidente incontra l’Oriente Parte II

_DSC0141 (2)Percorremmo il Montenegro da Nord a Sud e finimmo a Budva, dopo una notte passata su un bus notturno. Qui le nostre aspettative di rilassamento furono subito ostacolate dalle scavatrici che trivellavano costantemente la costa. Avevamo realizzato che Budva era la Riccione del Montenegro, così decidemmo di alloggiare presso il campeggio più economico e di trascorrere due giorni di relax a Sveti Stefan, una penisoletta a pochi chilometri dalla città trivellata che un tempo fu fonte di rifugio per le popolazioni della zona e in seguito venne comprata e resa un resort di lusso. Durante gli anni della guerra non fu più agibile e appena si instaurò la pace la sua attività turistica ricominciò. Grazie alla posizione strategica del nostro soggiorno potevamo raggiungere con 20 minuti di bus la tranquillità delle spiagge di Sveti Stefan e con 10 minuti in più la stupenda Baia di Kotor.

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Baia di Kotor

Le voci che si sentono su questo luogo sono assolutamente vere: incantevole. Dopo qualche giorno proseguimmo il nostro tour per il parco nazionale del Durmitor, avevamo una gran voglia di montagna perciò lucidammo le scarpe da trekking e passammo le giornate a fare lunghe scarpinate inseguiti da cani che conoscevano i sentieri meglio di una guida. Trovammo il parco davvero bello, ricco di laghi e di fitta vegetazione, visitammo anche il secondo Canyon più grande al mondo dopo quello del Colorado, ovvero quello percorso dal fiume Tara, lungo 80 km e profonto 1.300.

Dopo aver colmato la sete di camminate partimmo alla volta di Ulcinj, un’altra meta marittima montenegrina frequentata da albanesi. Passammo solo una notte siccome eravamo in attesa del bus per l’Albania. Ricordo bene quella notte, fu davvero calda e andai a letto cullata dai canti del minareto, mi svegliai alle cinque nello stesso identico modo, preparammo gli zaini e partimmo.

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Ulcinj

Fino a quel momento trovai i Balcani collegati ottimamente ma dopo l’arrivo in Albania tutto cambiò. Sembrava di essere in un angolo d’India, le mucche erano in strada, tutto era un continuo trattare e ci si capiva a mala pena sul da farsi, alla fine arrivammo a Shkodra e fummo caricati su un ex pulmino scolastico e per tre ore salimmo e scendemmo su strade pericolose addobbate da umili lapidi, destinazione: Theti.

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Io, Andre e Fred

Ci ospitò una famiglia del posto: la famiglia di Fred. Fred parlava benissimo italiano grazie ai suoi cinque anni passati a lavorare a Roma perciò ci capivamo alla grande e ci fece da guida sui sentieri albanesi, mangiammo i prodotti tipici della zona, tra cui ottimi formaggi di capra e per farci sentire a casa, la cognata di Fred ci cucinò anche della pasta con un buon sugo di peperoni. Dormivamo nella tenda picchettata in giardino e alla sera prima di rintanarci giocavamo a domino con i vicini. Una mattina raccogliemmo insieme ad Antonio, il suocero di Fred, le prugne per fare la loro Rakia, assaggiamo quella dell’anno prima ma aiutammo a pestare le susine per la nuova annata 😉

Incontrammo “Wu” in uno di quei pomeriggi, forse il primo cinese della storia che vide le Alpi albanesi, anche Fred era destabilizzato dalla sua presenza, comunque si rivelò essere una persona davvero divertente con cui prendere delle belle tuonate a suon di Rakia.

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Io, Andrea e Wu ! Il nostro compagno di bevute
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Prizten

Finì così l’esperienza in Albania e con l’ennesimo bus andammo in Kossovo, pensavamo di trovare un paese devastato dalla guerra invece trovammo Prizten molto tranquilla, il fascino musulmano si faceva sentire attraverso le meravigliose moschee che si salvarono dagli attacchi e anche lì fummo catturati da un ragazzo del posto che lavorò in Italia e ci raccontò i problemi con il confine serbo e il dominio degli usurpatori americani che estraevano oro dal loro suolo. Ascoltammo attentamente tutto quello che il ragazzo aveva da dire mentre sorseggiavamo una tonica in un ristorante molto costoso del centro. Facemmo un giro fino al forte che dominava la città e quando fummo soddisfatti, turisticamente parlando, partimmo alla volta della Macedonia.

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Ohrid

Scegliemmo come città Ohrid, il luogo dove nacque l’alfabeto cirillico che poi si diffuse fino in Russia. Una bellissima località sul lago, dalla quale si può vedere anche la costa abanese siccome il lago fa da confine tra i due stati. Soggiornammo a casa di una signora per pochi euro a notte e grazie al clima ventilato facemmo dei grandi giri per gustarci l’aria macedone. Risalimmo i Balcani con bus fino al Belgrado. Ritornammo in Serbia e prima di prendere il bus che ci avrebbe riportato in Italia facemmo due cose: bevemmo della buona birra al Belgrado Beer Festival, classificato come uno dei 20 eventi mondiali da non perdere in assoluto e ci tatuammo un bicchiere di Rakia come ricordo di questo meraviglioso e ospitale territorio.

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caffè turco e rakia 😉
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