52 ore di treno e gli arrivederci alla Nostra Compagna di Viaggio!

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52 ore di treno.

Pensai di subire un esaurimento nervoso verso la trentacinquesima ora ma grazie al cielo non fu così.

IMG_1910Tutte quelle ore di treno passarono velocemente tra pasti caldi preparati nel “vagone ristorantee chiacchere scambiate coi vicini, durante il tragitto i volti delle persone con cui parlavamo cambiavano con una costanza di quattro ore, il tempo di scendere e fare posto a nuovi passeggeri.

Arrivammo ad Agra molto stanchi, scendemmo dal treno e mi precipitai al vagone merci mentre Andrea custodiva zaini e borse di souvenir, vidi Jallal vestito con labito nuovo, frutto delle sua promozione, spingere tra la folla per tirare fuori la moto da quel vagone carico di patate.

La moto uscì senza specchietti e abbastanza storta, portammo la Bullet vicino al nuovo studio di Jallal e lo stesso uomo che impacchettò la nostra moto per la prima volta, era  pronto per scartarla al ritorno, ma con una grande differenza, era marzo, il sole splendeva ed era privo di tutte quelle sciarpe che nascondevano i suoi capelli grigi.

69044_10201024896889242_1848568813_nNon ci riconobbe ma noi non ci scordammo neanche un volto di quel triste giorno di gennaio.

Fummo ospitati da Jallal per qualche giorno, conoscemmo suo padre, sua madre, suo fratello, i suoi cugini e sua figlia, si era sposato con una donna di Jaipur che purtroppo non avemmo piacere di conoscere, in compenso instaurai un bel rapporto con sua cognata, mi insegnò a fare il chapati e in cambio feci molte foto a suo figlio vestito con abit533654_10201024898609285_783108295_ni da festa.

Decidemmo di salutare la Enfield facendo un ultimo tragitto, così salii in sella alla Bullet con Andrea e Jallal con suo cugino Salman e andammo a Fatehpur Sikri, una città abbandonata costruita nel 1500 da operai del Gujarat, fu un bel pomeriggio sotto il sole cocente.

Tornammo abbastanza in fretta perchè alle nove della stessa sera ci aspettava il treno per Varanasi.

149086_10201024761445856_1314337617_nDovemmo salutare la nostra compagna di viaggio e alla stazione la consegnammo nelle mani di Jallal.

Eravamo pronti per continuare il viaggio e salimmo sul treno facendo una promessa alla nostra moto. “Ci rivedremo molto presto, e quando così sarà, possiamo assicurarti che sarà per molto tempo”.

IMG_1976 - CopiaDopo aver fatto le raccomandazioni ai nostri amici riguardo la salute della Bullet, partimmo alla volta di Varanasi, la città più sacra, mistica, sporca, calda dell’India.

Ore 09:00 mai vista così tanta confusione nella mia vita.

 

 

 

 

 

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