Dalle backwaters al mare più bello dell’India

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Alleppey.

Arrivammo abbastanza stanchi, il caldo ci consumò la pelle e ai bordi di uno dei due canali principali della città ci fermammo.

Arrivò un ragazzo da dietro le nostre spalle e con fare cordiale ci diede un biglietto da visita con l’indirizzo di una villetta, fu così gentile da accompagnarci e lo seguimmo nelle viette strette fino ad un portone, capimmo subito che la casa in cui stavamo per essere ospitati era proprio la sua.

Sua madre ci accolse calorosamente, ci offrì due banane e ci fece sistemare in una stanza “azzurro india”, andammo in quella città per fare un giro nelle backwaters, il Kerala è famoso per le sue acque interne, canali che si intrecciano per poi lasciarsi e non 544099_10201024490319078_712890633_nincontrarsi mai più, un tempo queste erano le vie di commercio ma ora non sono nient’altro che acque nere inquinate dai motori delle barche che ospitano tedeschi sdraiati su lettini in paglia.

Io e Andrea andammo a farci un giro con una canoa.

Durante la nostra gita ricevemmo una chiamata da Jallal, terminata la comunicazione il nostro tormento “a chi avremmo lasciato la moto prima di tornare?” giunse al termine, il nostro cuore aveva risposto, la Bullet andava a colui che aveva permesso tutto questo: Jallal.

Al ritorno dal giro in canoa trovammo le strade in festa, musicisti e ballerini si muovevano all’unisono, coordinati e carichi di energia, anche alla sera fummo trascinati a qualche isolato più avanti dalla musica, seguimmo la s77101_10201024491359104_306406873_ncia delle onde sonore e ci ritrovammo seduti su un prato con gli occhi rivolti verso il palco.

Spettacoli di musica e di teatro, il mio materiale per la tesi continuava a crescere.

La mattina seguente partimmo per Varkala, il mare più bello dell’India.

Varkala è questa striscia di spiaggia interrotta bruscamente da rocce altissime.

_DSC0002Trovammo anche lì una bellissima abitazione e ci gustammo il mare, Andrea se non ricordo male si gustò anche delle buone formiche per colazione 😉  Mai fidarsi dei posti turistici, lì il cibo è sicuramente pessimo, questa è una cosa che ho imparato da questo viaggio, meglio cibarsi nei posti più sporchi ma con una clientela locale.

Mancavano pochi chilometri a Kanyakumari e stabilimmo che la prossima meta sarebbe stata proprio lei.

Così carichi di emozione, sistemammo gli zaini per la partenza.

Ci fermammo solo a Thiruvananthapuram per prenotare i biglietti del treno che ci avrebbe portato insieme alla nostra moto ad Agra e continuammo sulla costa fino all’entrata nel Tamil Nadu ed ecco dopo pochi chilometri la meta: Kanyakumari.

Bella, ventilata, indiana e speziata.

   

                               

 

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