Kannur in compagnia di Fanfù

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A Kannur ci fermammo per riparare il pezzo del portapacchi.

Cercammo sulla spiaggia un posto che potesse ospitarci con la tenda giusto per risparmiare qualche rupia ma non trovammo un bel niente, finchè usciti dall’ennesima casa comparve “Fanfurlicchio”.

Non avevamo la minima idea di cosa volesse dire in napoletano quel nome, ma suonava m561998_10201024848808040_968516600_nolto bene.

Fanfù ci trovò una casetta costosissima, 700 rupie! In India 10 euro per dormire in due sono un furto! Però la casa era meravigliosa, con vista mare e se non ricordo male aveva addirittura l’acqua calda.

Una mattina il nostro amico arrivò sotto casa e ci venne a svegliare con un sacchettino di prelibatezze tipiche del Sud dell’India, non mi ricordo di preciso che cosa fossero perchè non mangiai nulla ma Andrea invece si strafogò.

Fanfù sembrava essere appagato dal buon gusto di Andrea così tra i due nacque un legame di sapori, ogni mattina portava qualcosa di diverso da far assaggiare ad Andrea e per me cominciò a portare 64289_10201024851608110_572240056_npomodori, cipolle e cornetti, aveva capito dopo mille rifiuti che non tolleravo il cibo indiano.

Un giorno ci portò a vedere il forte insieme a suo figlio e in sella alle nostre moto schivammo il traffico di Kannur e andammo verso l’attrazione turistica.

Dopo la gita incontrammo una manifestazione politica animata da ballerini e musicisti, rimanemmo un po’ di tempo ad osservare le dinamiche ma Fanfù ci sollecitò per darci una mossa siccome i suoi piani erano ben diversi 😉 .

Voleva mostrarci ai suoi colleghi di lavoro.

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colleghi di Fanfù

Verso la fine dell’ultima serata di permanenza il nostro amico venne a salutarci ma dalle sue labbra scivolò fuori una notizia che mi lascio allibita.

Due giorni dopo sarebbe iniziato il Theyyam, una danza tipica di Kannur.

Il motivo del mio viaggio era comunque la tesi, nonostante me lo scordai spesso durante tutti quei chilometri.

Così rimanemmo due giorni in più.

Vedemmo il Theyyam e finalmente l’idea del mio scritto cominciò a prendere forma, ci furono molte rappresentazioni dove i corpi venivano posseduti dalle divinità e in presa all’estasi rivelavano il futuro in cambio di offerte.

Volti colorati di arancione o di giallo, vestiti ingombranti e copricapi lavorati nei minimi dettagli, questo è il Theyyam.

_DSC0023 (2)L’esibizione avvenne a suon di tamburi, i ballerini iniziarono con dei movimenti lenti per poi sfociare nella massima disperazione.

A notte inoltrata tornammo a casa con gli occhi soddisfatti e alla mattina presto Fanfù venne a darci l’ultimo saluto.

Partimmo alla volta di Ooty nel Tamil Nadu.

La moto arrancava in salita e lo fece fino a 2.400 metri.

Poi la pioggia ci bloccò per un paio d’ore.

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