Incontri casuali

Ci  fermammo dove non avremmo dovuto fermarci.

Il mio morale che la sera prima era sotto i piedi, in quel momento era sotto terra. Andrea invece era diverso, lui era tranquillo, fiducioso nel suo buon karma 🙂 e dopo un paio di chilometri a spingere la moto ecco sbucare l’oasi nel deserto.

Arrivammo in un’area di sosta, nella quale c’era un 559056_10201024560280827_2115286249_nmucchio di indiani che facevano un gran casino, ancora prima di aprire bocca per chiedere aiuto, erano già tutti attorno alla nostra moto con le mani in pasta. Uno diceva che era il filtro, l’altro ipotizzava il carburatore, l’altro ancora il tubicino dell’olio, finchè una voce saggia suggerì di fermare un camion per caricarci e portarci nel concessionario Royal Enfield autorizzato.

Si buttarono in mezzo alla strada ed è inutile precisare che al primo camion andò bene farci questo favore.

32590_10201024558520783_355951675_nCosì tutti insieme, io ovviamente in disparte, caricarono la Bullet e la legarono con delle corde che alla prima curva avevano già il destino segnato.

Ringraziammo i nostri amici e salimmo.

Fummo scaricati davanti al concessionario di Ahmednagar e aspettammo 3 ore, dopo quella revisione la moto non diede più alcun problema e il nostro viaggio poté continuare con una cosa che fino a quel momento stava venendo meno: la serenità.

Felicissimi partimmo alla volta di Aurangabad.

Sul tragitto ci fermammo per una breve pausa e trovammo un baracchino sulla strada che spremeva canne da zucchero e proprio qui si fermò dopo di noi un gruppo di amici in moto che avevamo notato qualche chilometro prima, scambiammo due chiacchere finché ci invitarono al matrimonio di un loro amico, motivo del loro viaggio.

ImmagineErano dei ragazzi di 20 anni che arrivavano da Pune ed erano diretti proprio dove stavamo andando noi, perciò accettammo subito l’invito e seguimmo la scia di fumo che usciva dai loro motorini.

Arrivammo a destinazione e finimmo in un condominio non abitato, senza mobili e con i cessi più puzzolenti che abbia mai odorato, dopo quelli a cielo aperto di Delhi. Da lì i ricordi sono confusi, perchè ci sballottarono come mai in vita mia, ci presero e ci fecero sciacquare, poi ci portarono a mangiare a casa dello sposo con tutti gli invitati che ci guardavano come due alieni e infine ci chiesero di uscire con loro ma rifiutammo per via della stanchezza perciò ci riportarono nel condominio degli orrori e loro invece uscirono.

Tornarono dopo due ore facendo un gran baccano, ci svegliarono e cominciarono a mettermi l’hennè sulle mani per prepararmi al matrimonio dell’indomani.

Infine ci fecero addormentare, attenzione divisi maschi da femmine, io Andrea ci lasciammo allibiti della situazione e andammo coi rispettivi gruppi, ridevo perchè pensavo ai racconti che ci saremmo fatti la mattina seguente.

[Il giorno dopo io e Andrea decidemmo di non dormire più divisi, va bene le loro tradizioni, però se avessimo detto che eravamo sposati allora ci avrebbero lasciato in pace e così fu! my wife! 🙂 ]

Quella mattina fu molto attiva, ci lavammo di nuovo, colazione con un buon chai e via con i preparativi, i miei abiti nonostante fossero lunghi non andavano bene perciò mi portarono in un negozio per comprare indumenti più indicati.

Uscii con un vestito meraviglioso.

Mi truccarono e mi misero il bindi in mezzo alle due sopracciglia.

Erano le undici e tutti insieme andammo a farci un giro per le vie della città prima di recarci nel luogo della cerimonia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...