Il primo passo è partire

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Sono giorni che mi dimeno tra un argomento e l’altro per decidere che cosa cominciare a scrivere.

Questo succede quando gli occhi vorrebbero uscire e prendere possesso della tastiera per illustrare le cose straordinarie che hanno visto, ma questo non è possibile, la sola e unica responsabilità appartiene alle mie dita.

Racconterò del viaggio in India.

Quello in sella ad una Bullet 350. Inizierò dal giorno 1, ovvero il mio compleanno.

Primo gennaio 2013

Atterrammo a Delhi e appena usciti dall’aeroporto furono due le sensazioni che mi assalirono, freddo e desolazione.

Erano le sei di mattina e dopo esserci recati in Paharganj con il primo tuc tuc della mia vita, cominciammo a cercare un baracchino per bere un buon chai e tra una mucca e l’altra lo scovammo, soddisfatti di quelle foglie indiane mischiate al latte caldo andammo alla ricerca di un alloggio e trovammo un buon hotel a 500 rupie a notte, lì facemmo la base per la programmazione del viaggio.

L’india era disegnata su una cartina comprata prima di partire, sapevo solo la sua forma ed ero all’oscuro di quello che al suo interno ci avrei trovato ma ero entusiasta avevo 22 anni ed era il mio primo viaggio fuori dall’Europa.

Dopo alcuni giorni e diverse trattative nel quartiere di Karol bag comprammo la nostra Bullet 350 machismo, per 65.000 rupie ovvero 900 euro.

Accendemmo la moto con un sorriso nel cuore, pronti per una delle avventure più importanti della nostra vita.

Prima tappa : Agra , 200 km. 8 ore.

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